CIAO, BENVENUTO SUL SITO UFOLOGICO MATERA!



Cosa si propone di fare questo portale?
Principale scopo di questo spazio virtuale è diffondere la verità riguardo al fenomeno UFO e al loro rapporto con la civiltà umana, nella storia ed oggi.
Mi accorgo che è un argomento molto difficile da affrontare, per numerosi motivi.
1) Ufficialmente, gli UFO non esistono. Molti governi, tra cui gli USA, continuano a tacere la più evidente realtà di una presenza aliena sul pianeta Terra. Spesso arrivano a negarla. Anche il governo italiano è compreso tra questi.
2) Essendo l'ufologia una scienza "di nuova generazione", come dicono alcuni, e anzi non è nemmeno considerata tale dagli accademici, gli ufologi conoscono per ora una parte minima, per non dire insignificante, di ciò che dovremmo realmente sapere su di "loro".
3) Lo studio ufologico, nel suo complesso, è completamente ostacolato. Essendo "eresia" agli occhi della scienza accademica, viene completamente screditata dagli studiosi ufficiali che negano ogni confronto con gli ufologi. Inoltre, gli speculatori e i falsi contattisti del livello di Bill Meyer e tant'altri contribuiscono ad ostacolare il vero studio scientifico, contribuendo a farne così solo una "roba per creduloni" agli occhi dell'opinione pubblica.

Su questo blog è stata pubblicata la mia teoria su Atlantide,
http://2012annunaki.blogspot.com/2009/03/atlantide-era-in-india.html, che è stata pubblicata sul numero di Maggio 2009 della rivista nazionale Area di Confine (Acacia Edizioni), che esce ogni mese in edicola. Ebbene, lo scopo che mi pongo (e che vi porgo, se siete daccordo) è di diffondere queste antiche e presenti conoscenze. Già Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia, Ecuador, Messico, Qatar, Danimarca, Vaticano, Svezia, Uruguay hanno rilasciato i loro documenti in passato top-secret, grazie a due importanti fattori: la tenacia della popolazione e l'ovvietà di ciò che avviene.

Mails e newsletter.

Il mio contatto e-mail (e msn) è niroki@hotmail.it. Attendo vostre mail. Se volete ricevere la newsletter mensile, scrivetemi dicendo: "voglio iscrivermi alla newsletter".

Gaetano Masciullo

"Gentili amici,
come avrete notato,
ho deciso di denominare il mio blog SITO UFOLOGICO MATERA,
con la speranza di creare un nuovo punto di incontro in Internet senza precedenti
valido per tutti gli appassionati e gli interessati di ufologia,
ma soprattutto per gli abitanti di Matera, città in cui vivo,
dove l'ufologia è un argomento - purtroppo - poco conosciuto
se non addirittura completamente ignorato."

lunedì 8 febbraio 2010

Taiwan, avvistato un USO

Ufficiali della Marina hanno riferito che un “Unidentified Submarine Object” individuato vicino ad una base navale non era un sottomarino cinese e nemmeno una balena. La Marina ha individuato l’oggetto non identificato mercoledì scorso, entro 24 miglia nautiche a sud di Taiwan, nei pressi della base di Kaohsiung’s Zuoying. L’oggetto è comparso per primo sui sonar di un elicotterro taiwanese S70-C. Dopo che la Marina ha individuato la sua presenza, ha inviato un messaggio per chiedere l’identificazione. Ma non vi è stata nessuna risposta e l’oggetto è sparito subito dopo. In quel momento sommergibili della Marina di Taiwan erano in esercitazione in quella zona. Il Comandante Wen Chen-kuo della Navy Fleet Command ha riferito che l’oggetto non era un sottomarino cinese. Questo perchè non ha accelerato nel momento del rilevamento. Continuava a muoversi con il suo ritmo originale. Ha anche riferito che la Marina ha agito in piena conformità con le procedure standard per confermare che l’oggetto non era un sottomarino cinese. Wen ha aggiunto che ci sono molte condizioni sottomarine che possono contribuire ad una falsa identificazione, come la topografia dei fondali sottomarini oppure come balene che nuotano in zona.

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2010/02/06/taiwan-avvistato-un-unidentified-submarine-object-non-e-militare/

Attività vulcanica sotto l'Artico



Già nel 1922 il centro meteorologico statunitense del Weather Bureau indagava sulle cause di una sorprendente ritirata dei ghiacci della calotta polare artica. In questi anni, sempre più numerose si susseguono le notizie dello scioglimento dei ghiacci polari artici e della possibilità di raggiungere il Pacifico direttamente dalla Siberia. A fare luce su tali fenomeni è stata la recente spedizione scientifica diretta dal dott. Sohn della Woods Hole Oceanographic Institution e finanziata dalla NASA. Telecamere robot hanno evidenziato per la prima volta, sotto i ghiacci eterni dell’Artico, una enorme attività vulcanica che ha sorpreso i ricercatori. I risultati, riportati sulla prestigiosa rivista Nature, hanno evidenziato la presenza di decine di vulcani che, a quattromila metri di profondità, vomitano magma e nubi ardenti alla velocità di 500m/s che si mescolano con l’acqua gelida e formano grandi nuvole sottomarine di particolato vulcanico che poi si depositano in uno spesso tappeto esteso per chilometri. Il colossale fornello geotermico si accende e si spegne sotto i ghiacciai dell’Artico in maniera del tutto naturale e questo giustifica pienamente la variabilità areale dei ghiacciai artici che da tempo i mass media imputano solo all’azione forsennata di produzione dell’anidride carbonica (CO2) da parte dell’uomo.

Fonte: http://www.news.unina.it/dettagli_area.jsp?ID=8154

15 Febbraio: speciale Voyager "Ufo sì, Ufo no"


Roberto Giacobbo dedica una puntata speciale al mondo degli Ufo. Esistono realmente gli Oggetti Volanti non Identificati? Esistono civiltà aliene che stanno cercando di mettersi in contatto con l’umanità? Gli extraterrestri sono già tra noi? Per rispondere a queste e ad altre domande Voyager ha ascoltato il parere dell’astronoma italiana più titolata al mondo: Margherita Hack. Ma anche dello scienziato Giovanni Bignami, professore di Astrofisica e una delle menti più brillanti del panorama italiano, che ritiene che gli extraterrestri saremmo addirittura noi stessi.
Ma non solo: sarà presentata la testimonianza eccezionale di Edgar Mitchell, ex astronauta della Nasa e che passeggiò sulla Luna nel 1971 in occasione della missione Apollo 14, che sostiene che gli alieni siano comunque già sulla Terra.
Saranno presentati i più sorprendenti filmati di avvistamenti da tutto il mondo che saranno commentati in studio anche da Roberto Pinotti (Centro Ufologico Nazionale), da Stefano Bagnasco (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Torino), Adriano Forgione (Mensile Fenix), Luigi Bignami (giornalista scientifico di Repubblica), Didier Schmitt (Esperto Esplorazioni Spaziali – Agenzia Spaziale Europea) e Flavio Vanetti (giornalista del Corriere della Sera).

Plutone sta cambiando colore?

MILANO - Il telescopio spaziale Hubble ha carpito nuove informazioni dell'ultimo e più discusso pianeta del sistema solare, Plutone: osservando le ultime immagini, gli astronomi americani hanno scoperto che il pianeta nano sta cambiando colore.
ROSSO INTENSO - Giusto in tempo per l'anniversario dalla nascita di Clyde Tombaugh (4 febbraio del 1906), l'astronomo statunitense conosciuto proprio per la scoperta di Plutone, gli scienziati della Nasa hanno pubblicato la mappa più dettagliata di sempre del lontano pianeta nano. Il prodotto di anni di lavoro mostra all'occhio del profano Plutone come un mondo chiazzato di bianco, arancione e marrone scuro. Oltre a ciò, sul pianeta la superficie ghiacciata si trasforma con le stagioni. Per gli astronomi si tratta di una vera e propria sorpresa: gli scatti evidenziano un corpo celeste che emana un colore rosso molto più intenso rispetto alle osservazioni dei decenni scorsi. Per i ricercatori della Nasa il pianetino modifica inoltre la propria superficie molto più di tutti gli altri corpi celesti del nostro sistema solare. Le ultime immagini di Plutone, dal 2006 declassato a pianeta nato dall'unione astronomica internazionale (IAU), sono state scattate tra il 2002 e il 2003. Marc Buie del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, e i suoi colleghi ci hanno impiegato quattro anni e una ventina di computer per ricavare dalle oltre 350 immagini di pochissimi pixel una mappa con una risoluzione relativamente alta.
NUOVE INFORMAZIONI - Confrontando la carta attuale con una risalente al 1994 gli scienziati evidenziano come la regione polare stia gradualmente schiarendo. Uno dei posti più lontani e freddi del sistema solare continua dunque a regalare emozioni e pone nuove domande: al più tardi nel 2015 la sonda New Horizons, lanciata quattro anni fa, passerà vicino al pianeta ed effettuerà ulteriori osservazioni geologiche. A bordo anche le ceneri dell'astronomo dell'Illinois che scoprì il nono pianeta del sistema solare il 18 febbraio del 1930.

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_05/plutone-cambia-colore_edf4f4a6-123e-11df-b50d-00144f02aabe.shtml

mercoledì 3 febbraio 2010

Area di Confine n.53 - Febbraio

In edicola, il n. 53 della rivista mensile "Area di Confine". Tratterà di argomenti molto importanti del campo ufologico e non solo. Una rivista completa che tutti gli appassionati del settore non possono perdere! Ecco il sommario di questo numero:

EPPUR SI FONDE di Andrea Rosetti
LUNA: ENERGIA INFINITA di Roberto La Paglia
IL MONOLITO SPAZIALE di Giacomo Casale
TUTTI GLI UFO DEL PRESIDENTE di Armand du Prez
UFO LE PROVE di Roberto La Paglia
MA GLI ALIENI SONO BUGIARDI? di Angelo Carannante
UN FENOMENO DI CAMPO di Michele Proclamato
GESU' L'ANUNNAKO di P. Albanese e R. Boncristiano
LA MALEDIZIONE DI OETZI di Stefano Panizza
LA SINDROME DI QUIRRA di Armand du Prez
DALL'UNIVERSO DI GALILEO ALL'UNIVERSO MODERNO di Stefano Panizza
IL REAGENTE INDIVIDUALE di Francesco Leporatti

martedì 2 febbraio 2010

Marte abitabile tra mille anni

Gli scienziati che lavorano per la Nasa, l'ente spaziale degli Stati Uniti, sono convinti che il pianeta Marte potrebbe un giorno diventare abitabile, scrive nel numero di febbraio la rivista National Geographic Deutschland. A questo scopo dovrebbe essere provocato un effetto serra sul tipo di quello che sta scaldando l'atmosfera terrestre, e in circa mille anni Marte potrebbe essere ricoperto di vegetazione.Il calore scioglierebbe infatti l'anidride carbonica che si trova ai due poli e nel suolo del pianeta. Per innescare il fenomeno bisognerebbe provocare la caduta di meteoriti, mettere grandi specchi in orbita intorno a Marte oppure aprire una serie di fabbriche per la produzione di gas riscaldanti. Una volta raggiunto un livello sufficiente di Co2 per portare la temperatura sopra lo zero, comincerebbe a piovere e l'acqua prenderebbe a scorrere sulla sua superficie.Dalla Terra potrebbero essere mandati batteri e alghe per i deserti sassosi, e in un momento successivo piante e alberi, L'energia per le città in costruzione potrebbe essere fornita da centrali atomiche, impianti eolici o reattori a fusione. A quel punto una parte della popolazione terrestre potrebbe essere trasferita sul Pianeta Rosso dove - scrive National Geographic Deutschland - anche dopo mille anni di effetto serra, gli abitanti per muoversi all'aperto dovranno usare comunque autorespiratori: la componente di ossigeno nell'aria infatti crescerebbe molto lentamente.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/01/21/visualizza_new.html_1676536661.html

domenica 24 gennaio 2010

AVATAR

Avatar è un film di fantascienza del 2009, scritto, diretto e prodotto da James Cameron e interpretato tra gli altri da Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver e Giovanni Ribisi.
È stato distribuito nei cinema di tutto il mondo tra il 16 e il 18 dicembre 2009. L'Italia e la Svizzera italiana, dove è uscito il 15 gennaio 2010, sono gli ultimi Paesi al mondo in cui è stato distribuito. Tale ritardo è dipeso dalla volontà della 20th Century Fox, che distribuisce il film, di non mettere la pellicola in concorrenza con i cinepanettoni natalizi di De Sica e Pieraccioni. Il film è stato pubblicato nel tradizionale formato 2D, ma ha visto anche un'ampia diffusione in 3D e in 3D IMAX. Lo stesso Cameron, che è un forte sostenitore del 3D come futuro del cinema, ha dichiarato che si avrebbe un'esperienza più completa guardando Avatar in tre dimensioni, poiché il film è stato da lui appositamente pensato per essere visto in quel modo. Costato 237 milioni di dollari, Avatar ne ha finora incassati oltre un miliardo e seicento milioni, diventando il secondo film più redditizio della storia, secondo solo a Titanic dello stesso Cameron.
Il film dona moltissimi spunti di riflessione sulla natura umana e sul nostro futuro, nel caso in cui dovremmo ancora ostinarci a rifiutare e sfruttare Madre Terra. Da vedere!

mercoledì 13 gennaio 2010

Sotto le piramidi di Giza scoperto vasto sistema di tunnel sotterranei

Un enorme sistema di caverne, tunnel e camere si nasconde sotto le Piramidi di Giza, secondo un esploratore britannico che sostiene di aver trovato l’inferno perduto dei faraoni.Popolato da pipistrelli e ragni velenosi, il complesso sotterraneo è stato trovato nella roccia calcarea sotto le piramidi di Giza.
“Laggiù c’è un mondo in cui l’archeologia non è ancora arrivata, così come un delicato ecosistema che include colonie di pipistrelli e una specie di ragno che abbiamo identificato come ‘timida vedova bianca’”, ha detto l’esploratore britannico Andrew Collins.
Collins, che fornirà maggiori dettagli e le sue conclusioni nel libro “Beneath the Pyramids” che sarà pubblicato nel mese di settembre, ha rintracciato l’ingresso al misterioso mondo sotterraneo, dopo la lettura delle memorie dimenticate di un diplomatico ed esploratore del 19 ° secolo.
“Nelle sue memorie, il console generale britannico Henry Salt racconta come ha esaminato un sistema sotterraneo di ‘catacombe’ a Giza nel 1817 in compagnia di Giovanni Caviglia, esploratore italiano”, ha detto Collins.Il documento registra due esplorazioni alle grotte con uno sviluppo di qualche centinaio di metri, sviluppate in quattro grandi sale che lasciavano accedere ad ulteriori passaggi sotterranei.
Con l’aiuto dell’eittologo inglese Nigel Skinner-Simpson, Collins ha ricostruito l’esplorazione effettuata sulla piana di Giza, localizzando l’ingresso alle catacombe andate perdute nei pressi di una tomba apparentemente non catastata ad Ovest della Grande Piramide.Infatti, la tomba è caratterizzata da una fessura nella roccia, che ha portato in una grande grotta naturale.
“Abbiamo esplorato le grotte prima che l’aria diventasse troppo consumata per continuare. Sono molto pericolose, con avvallamenti e buche invisibi, con colonie di pipistrelli e ragni velenosi”, ha detto Collins.
Secondo Collins, le grotte - che sono vecchie di decine di migliaia di anni, se non centinaia di migliaia di anni - possono avere ispirato lo sviluppo del settore e la piramide egizia con la credenza in un mondo sotterraneo.“Antichi testi funerari alludono chiaramente all’esistenza di un mondo sotterraneo in prossimità delle piramidi di Giza,” ha detto Collins su Discovery News.
Infatti, Giza era conosciuta anticamente come Rostau, che significa “bocca dei passaggi”.Questo è lo stesso nome di una regione dell’antico inferno egizio noto come Duat.
“‘La bocca dei passaggi’ è senza dubbio un riferimento per l’ingresso ad una grotta e il passaggio al mondo sotterraneo” ha detto Collins a Discovery News.La scoperta di Collins è destinata ad avere un grande successo grazie all’interesse sull’Egitto in tutto il mondo.
Zahi Hawass, capo del Consiglio supremo delle Antichità dell’Egitto, ha respinto la scoperta.
“Non ci sono nuove scoperte da fare a Giza. Sappiamo tutto sulla spianata”, ha dichiarato.
Ma il commento di Collins è che, dopo approfondite ricerche, non ha trovato alcuna menzione delle grotte in tempi moderni.
“To the best of our knowledge nothing has ever been written or recorded about these caves since Salt’s explorations. If Hawass does have any report related to these caves, we have yet to see it,” Collins said. “Il meglio delle nostre conoscenze dice che non sono mai state scritte o registrate esplorazioni su queste grotte. Se Hawass non ha alcun riferimento connesso con queste grotte sarà necesserario ancora andare a vedere.” ha detto Collins.

Fonte: http://www.scintilena.com/sotto-le-piramidi-di-giza-scoperto-un-vasto-sistema-di-grotte-carsiche/08/15/

Fonte: http://www.msnbc.msn.com/id/32417238/ns/technology_and_science-science/

Obama ha deciso: USA di nuovo sulla Luna.

MILANO - Gli Stati Uniti hanno deciso di ritornare sulla Luna entro il 2018. Come rivela la rivista scientifica americana Science Insider il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha incontrato nelle scorse settimane l'amministratore della Nasa Charles Bolden e ha concordato con lui la concessione all'ente spaziale americano di un miliardo di dollari aggiuntivo al bilancio del 2011 al fine di dare il via alla realizzazione del nuovo razzo vettore che dovrà far tornare gli americani sul nostro satellite. Obama quindi avrebbe scelto tra le varie ipotesi sul campo, quella di un rilancio dell'opzione lunare. Il nostro satellite potrebbe poi diventare la piattaforma di lancio verso Marte.
IL NUOVO PROGETTO - L'attuale piano di esplorazione spaziale della Nasa (il programma Constellation dal valore di 3,5 miliardi di dollari) ha incontrato alcune difficoltà. In particolare il vettore Ares I, che è in fase di progettazione, ha incontrato una serie di problemi tecnici e di budget e quindi verrà abbandonato. Da qui la decisione di dar vita a un nuovo razzo-vettore. Dei 3 miliardi di dollari all'anno in più necessari secondo la Nasa per dar vita al nuovo progetto, Obama ne avrebbe concessi solo uno, sufficiente però a mettere in moto il nuovo piano. Nelle intenzioni della Casa Bianca infatti il programma iniziale della Nasa potrebbe essere rivisto e i costi potrebbero essere ridotti facendo costruire i moduli lunari e quelli della futura base lunare (per la quale si ipotizza la data del 2020) a un pool costituito da alcuni Paesi europei, dal Giappone e dal Canada. Che si accollerebbero quindi, nelle intenzioni del governo Usa, parte dei costi. La scelta di Obama potrebbe però trovare forte opposizione da parte di alcuni membri del Congresso che vedrebbero nella suddivisione dei compiti un danno per l'industria aerospaziale statunitense. Secondo Science Insider Obama sarebbe comunque intenzionato ad annunciare pubblicamente la sua decisione forse fin dal prossimo discorso sullo Stato dell'Unione a fine gennaio.

15 Gennaio 2010 - La più lunga eclissi del millennio

Venerdì 15 gennaio ci sarà l'eclissi più lunga di tutto il terzo millennio: 11 minuti e otto secondi nel punto massimo (in pieno oceano Indiano a 1° 37' 4" N e 69° 17' 4" E). Per trovarne una più lunga il mondo aspettare fino al 23 dicembre 3043.

ANULARE - Purtroppo però non sarà un'eclissi totale, ma solo anulare: cioè la Luna non oscurerà totalmente il Sole ma, trovandosi quasi all'apogeo - il punto più lontano dalla Terra - appare un po' più piccola del Sole rispetto al nostro punto vista. La particolarità è che per un lungo tratto il nostro satellite seguirà la stessa apparente traiettoria del Sole - ecco perché l'eclissi sarà così lunga - e inoltre passerà proprio in mezzo: il risultato sarà che il Sole apparirà come un anello di fuoco intorno a un cerchio nero. Uno spettacolo straordinario, peccato però che in Italia sarà praticamente invisibile. Solo nell'Italia centro-meridionale alla mattina (maltempo permettendo) il Sole entrerà nella penombra della Luna per breve tempo.


TRACCIATO - Poca cosa rispetto ai luoghi in cui l'eclisse si potrà vedere in tutta la sua lunghezza e centralità. Il posto sulla terraferma migliore per osservarla saranno le isole Maldive, in particolare la capitale, Malè, dove l'anello di fuoco intorno alla Luna durerà ben 10 minuti e 45 secondi. Non male come punto di osservazione anche la punta sud dell'India e quella nord di Sri Lanka, quest'ultima però difficilmente raggiungibile in quanto appena riconquistata dal governo dopo decenni di guerra con la minoranza tamil. L'oscuramento del Sole inizierà nella Rep. Centraficana alle 6,14 (ora italiana), poi viaggerà verso est attraversando Uganda, Kenia e il sud della Somalia. Quindi, dopo aver viaggiato attraverso l'oceano Indiano, le Maldive, il sud dell'India e il nord di Sri Lanka, passerà lungo tutto il golfo del Bengala fino a toccare di nuovo terra in Myanmar (ex Birmania). Parte dell'eclissi si vedrà anche in Himalaya, finché la parte centrale entrerà in Cina passando su Yunnan e Sichuan fino a terminare nella penisola dello Shandong alle 16,59 ora locale (le 9,59 in Italia).


CICLO DI SAROS - Nelle 3 ore e 45 minuti della durata totale, l'eclisse percorrerà una striscia lunga circa 12.900 chilometri. Questa sarà la 23ma eclissi del 141mo ciclo di Saros, iniziato il 19 maggio 1613 e che finirà il 13 giugno 2857, ciclo che regola la periodicità e la ricorrenza delle eclissi, come scoprirono già i caldei intorno al 2.500 a. C.


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